Stranizza d’amuri, l’esordio alla regia di Giuseppe Fiorello
Stranizza d'amuri è il titolo del film che segna l'esordio alla regia di Giuseppe Fiorello, artista siciliano conosciuto per i suoi numerosi ruoli nel mondo del cinema e delle fiction. In questo film, presentato nelle sale il 23 marzo, Fiorello racconta una strana storia d'amore prendendo spunto da un fatto di cronaca nera: il così conosciuto delitto di Giarre, avvenuto il 31 ottobre del 1980 e nel quale furono vittime di un duplice omicidio Giorgio Giammona e Toni Galatola. I due ragazzi vennero trovati morti due settimane dopo la loro scomparsa, uccisi da un colpo di pistola alla testa. Nel loro paese erano conosciuti principalmente perché oggetto di critiche e pregiudizi a causa della loro relazione. Il delitto di Giarre venne considerato un punto di svolta per la storia del movimento di liberazione dei diritti civili e segnò la fondazione del primo circolo Arcigay che nacque a Palermo il 9 dicembre del 1980.
Ispirandosi liberamente al delitto di Giarre, Beppe Fiorello ci racconta la storia d'amore tra Nino e Gianni, sbocciata in una calda estate siciliana del 1982. Nino (Gabriele Pizzurro) è un ragazzo di sedici anni che gestisce insieme al padre una ditta di fuochi d'artificio; Gianni (Samuele Segreto) anche lui adolescente, vive insieme alla madre e al suo compagno Franco. Quest'ultimo, dal carattere burbero e impetuoso, permette al giovane di lavorare nella sua officina di proprietà. Gianni è purtroppo vittima di bullismo omofobico da parte di alcuni suoi coetanei che hanno scoperto la sua omosessualità. La sua vita cambia radicalmente quando un giorno il motorino su cui è in sella si scontra con quello di Nino.
Il titolo stranizza d'amuri viene da una canzone di Franco Battiato, nella quale il cantautore siciliano racconta di un amore al tempo della guerra; un amore che nonostante le avversità possiede la grande capacità del saper sopravvivere, rimanendo stabile. Un chiaro riferimento all'amore tra Gianni e Nino che inizierà ad incontrare degli ostacoli nel momento in cui le famiglie verranno a conoscenza del loro rapporto, a causa di una chiacchera paesana di troppo. E dopo la quale, l'ambiente familiare e cittadino inizieranno a simboleggiare il loro campo di battaglia. I due ragazzi affronteranno da un lato la paura dei padri, preoccupati per aver cresciuto degli uomini sbagliati e non abbastanza virili. Dall'altro quella della madri, preoccupate per l'incolumità e per il destino dei propri figli.
In location che spaziano tra Noto, Marzamemi e Pachino accompagnate nel sottofondo dai capolavori di Franco Battiato, Beppe Fiorello costruisce i suoi personaggi, ognuno avente ruolo e storia diversa: partendo dai bulli che trascorrono le loro giornate estive oziando tra il bar e la sala giochi e che in fondo non fanno che rispecchiare il pensiero e la mentalità del paesano medio, troppo preso dal ficcare il naso negli affari altrui; le mamme ai cui occhi i figli restano sempre gli stessi, pronte a sacrificare tutto pur di proteggerli; e i papà troppo presi dall'onore per preoccuparsi del volere dei figli. E poi ci sono Nino e Gianni, due amanti puri ed incompresi, un amore che Fiorello ha definito in un'intervista: mai consumato e per sempre ricordato.
La narrazione viene collocata nel 1982, anno in cui l'Italia vinse i mondiali, per evidenziare ancor più l'indifferenza degli italiani accecati dalla vittoria nel mondo del calcio e inconsapevoli delle perdite che avrebbero subito da lì a poco. Seppur con qualche buco di trama, probabilmente scelta del regista per dare allo spettatore libera interpretazione, Fiorello dipinge una Sicilia ed un'Italia.. prive di empatia e purtroppo ancora attuali, e restituisce a quei due ragazzi un ricordo che la vita e la società hanno tolto loro, forse troppo presto.
a Toni e Giorgio
Veronica Achille
